Come d’incanto

L'arte di essere fragili, Lettere, vita

27 giugno 2017, ore 22:57

[…] Continuerò, intanto, a fondarmi sulle stelle, che mi parrebbe di far peccato mortale a non curarmene, sempre in cerca della mia casa con le fondamenta al contrario.
Fino al prossimo incontro, con affetto e gratitudine,
Enrica

Voglio vivere così

notturni, vita

Credere, fino in fondo, di potercela fare.
Cose che solo con il cuore pieno.
La vita che sorride, con i suoi rapimenti, le sue coincidenze e destinazioni.
Il futuro e le sue promesse, rinvigoriti da un anno all’altezza delle aspettative.
Le persone, sempre quelle e di nuove, i posti, sempre quelli e di nuovi.
Un poeta e le sue parole, una sera d’estate e l’anima piena.
Giornate grigie ma colorate dentro, i capitoli volati di un libro e il desiderio di voltare pagina, ancora una che è tardi.
E le stelle che, dopotutto, ci sono anche in città.

Voglio vivere così.

(notturno di una notte d’estate)

Matura sulla carta: un anno dopo

maturità, ricordi

È iniziata così. Quello che mi piace definire il vero epilogo, il primo banco di prova di una lunga serie (se è vero che gli esami non finiscono mai), preceduto dalla fatidica notte prima che, ad un anno di distanza, ha ancora lo stesso sapore: quello delle aspettative, della paura accompagnata dalla sottile e irreprensibile adrenalina, il dizionario verde e le penne che non ne poteva mancare una; la cena con l’unica e sola compagna di banco, le previsioni sull’indomani, incerto e vicino come non mai.

Letter to future self

Esseri umani, futuro, vita

Cagliari, 11 giugno 2017
to
Somewhere, 11 giugno 2027

Cara me, di nuovo.
Non so dove tu sia in questo momento o cosa tu stia facendo, forse non so nemmeno chi tu sia oggi. Però ci conosciamo, quell’impronta di fondo che ci rende noi è difficile che vada a perdersi completamente nel tempo. Hai già provato in passato a scrivere alla te del futuro, quella che vorresti rendere ridiculously proud con le tue scelte e, se possibile, semplicemente con il tuo modo di essere.
Augurarti di essere felice renderebbe questa lettera per te inconsuetamente banale, io, dal lontano oggi, posso fare sicuramente di meglio.

L’arte di saper stare da soli

Esseri umani, Pensieri, vita

Per chissà quale forma mentis radicata, dalle origini (quali esse siano è a discrezione del lettore), l’uomo si accoppia. Viene così a crearsi un binomio unico nel suo genere, duplice nella forma ma unitario nella sostanza, di due persone che stanno insieme.
Ora, credo fermamente che l’essere umano debba, in origine, essere stato concepito come essenziale, a sé stante e sufficiente a sé stesso, così perlomeno mi piace intenderlo, tutto il resto è mero contorno.

A me

futuro, maturità, Pensieri, Prospettive, vita

IMG_0846

A me.
E a questa maturità. Ai cieli stellati e al futuro.
Alla mia prima notte prima degli esami.
Alla me che spero di ringraziare, un giorno, per quella che sono oggi.
A me che, ancora non so bene come, sono giunta a uno dei primi grandi epiloghi della vita, sopraffatta, ma sempre io.
Alle mie aspirazioni, che possano prendere forma e rendermi grata.
Alle notti come questa, di musica mai troppa e pensieri mai troppo rarefatti.
Ai sogni grandi, ma anche alle piccole speranze.
Alla vita che non smette mai di sorprendermi.
Ai miei quasi 19 anni.
Ai posti in cui non sono mai stata.
Alle persone che ci sono sempre state e a quelle che non ho ancora conosciuto.
Alle gioie e agli amari in bocca.
A me e alla convinzione che il meglio debba ancora venire.

Comfort zone: avviso di sfratto

Prospettive, Thoughts

Comfort-zone-small

Tempo di riflessioni, questo. Di scelte sopite per anni perché ancora premature, rarefatte per poter prendere forma, ancora fantasie. Ma è da qualche mese che esigono di diventare certezze, progetti, piani per un futuro lontano che di futuro ha sempre meno.

Parlo di quel tipo di scelta che dopo 13 anni di scuola e 18 di vita è giunto il momento di affrontare, con il cuore in mano, magari, con la giusta ispirazione per compiere quel salto che in fondo un po’ hai sempre voluto, ma ora che è quasi giunto il momento ti tremano le gambe. Improvvisamente ti rendi conto di aver vissuto per tutto questo tempo all’interno di una comfort zone che non hai mai chiesto, ti è capitata e ti ci crogioli dentro, inconsapevole e pacifico. Università. Crescita. Che prospettive. Sembra che da un momento all’altro la tua adolescenza sia destinata a svanire, sbiadita entro i confini di una comfort zone che ma si, forse non era davvero così male. Orientamento che ha tutta l’aria di un disorientamento generalenel seminare il panico di un futuro incombente che, nonostante gli sforzi, ti coglierà sempre impreparato.

Ma si dice anche che il bello stia tutto là, nel mondo di fuori, esposti, inebriati, senza filtri. Forse cambierà tutto, forse niente, ma mi piace pensare che questo cambiamento imprimerà una svolta al mio mondo, che lo faccia girare un po’ più veloce. Dove c’è brivido c’è avventura e dove c’è l’avventura qualcosa di buono ci dovrà pur essere, staremo a vedere.

Luglio, col bene che ti voglio

Prospettive, Ritorni


Luglio, il mio mese. Quest’anno mi ha già dato tanto e ancora non ha finito, the best is yet to come. Si è portato dietro 18 anni nuovi di zecca, che mi stanno addosso in un modo tutto da scoprire, nuovo, 18 anni che ancora non mi spiego. Ma più di tutto quest’anno luglio sa di prospettive, di quelle che danno un’altra consistenza alla pelle, quella del brivido. Un viaggio, quattrosettimane di America, di Los Angeles, lontana dagli occhi ma già vicina nel cuore; l’esperienza di una vita, questa è l’idea. Dicono che se i tuoi sogni non ti spaventano, non sono grandi abbastanza: è arrivata così, questa prospettiva, carica di timori, d’altronde come tutti i salti nel vuoto. Ed è diventata attesa, giorni sulla carta, contati minuziosamente, numeri che solo ora riesco a concretizzare come tempo rimasto, ora che manca davvero poco, ora che l’emozione sovrasta ogni paura. Luglio, il mese dei nuovi orizzonti: nella stagione più bella sono di nuovo qui, con qualcosa da dire; nel mese in cui, come la spugna rilascia quello che ha trattenuto, si riversano pensieri e poi parole, nessuna promessa, solo quello che verrà.

Il mondo sulla pelle

People

Siamo aggrappati ad un mondo che gira vorticosamente, senza soluzione di continuità. Durante la corsa sopravviviamo e, alle volte, capita di vivere davvero: col giusto ritmo, per le cose che contano. Siamo calati in una realtà che a volte sembra essere troppo stretta per poterci contenere nella nostra misura umana. Abbiamo bisogno di sentirci vivi, in questo mondo folle che guarda avanti e non lascia nulla al caso. Esigiamo di essere tormentati, artefici della nostra realtà sta a noi cogliere gli stimoli che il cammino può offrire, perché alla fine vola solo chi osa farlo.
Il volo più sfacciato, quello che se tentato rende vivi è il sogno. E i nostri sogni, le nostre aspirazioni di questo si nutrono, di vita; la stessa che continuamente ci coglie impreparati, alla ricerca della giusta sfumatura, del colore di qualcosa che sentiamo inconsistente, da definire. Catturiamo quindi quanto di più significativo riusciamo a trovare, nell’impresa di sentire sulla pelle la vita che scorre, il mondo che gira, irrequieto mentre ci trascina al suo seguito.